Carpino e cerro
Carpino nero (Ostrya Carpinifolia Scop.)
Carpino nero

E' comune in tutta la penisola italiana. Popola i querceti, ma può associarsi anche al faggio e all'orniello. Vegeta rigoglioso sulle colline ricoperte da scarsa vegetazione e può scendere anche nelle zone più pianeggianti. Resistente alla siccità e dotata di ottima adattabilità alle diverse condizioni climatiche. Si adatta abbastanza bene anche ai terreni di natura calcarea. Il carpino nero è un albero alto fino a 15-20 m, con chioma ampia e tronco diritto, con scorza bruna e rugosa. Le foglie sono ovoidale-allungate con apice acuminato e base arrotondata, presentando una doppia seghettatura. Apparato radicale generalmente superficiale. È molto diffuso nella tartuficoltura per la sua capacità di contrarre la simbiosi micorrizica con i tartufi più pregiati.

Cerro (Quercus Cerris L.)
Cerro

Forma boschi puri o misti con leccio, roverella, orniello, castagno, acero, carpino e faggio, a secondo delle diverse condizioni pedoclimatiche.

La penisola italiana rappresenta il principale territorio di diffusione del cerro, dove questo magnifico albero assume una notevole importanza per la vasta superficie occupata.

Il cerro è particolarmente diffuso sugli appennini con particolare importanza nel Molise, nella Campania e nella Lucania, dove su terreni argillosi, forma bellissime foreste.

E’ una specie che può raggiungere un’altezza fino a 35 metri, presenta un tronco diritto e slanciato ed una chioma ovale; l’apparato radicale è molto sviluppato, con fittone a rapido accrescimento; cresce fino ad un’altezza di 1500 metri in terreni sub-acidi, ma è diffuso anche in quelli calcarei, profondi con un buon grado di umidità.

Si micorriza con il tartufo bianco, il tartufo nero pregiato, il tartufo estivo ed altre specie di tartufi minori.

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